Siamo arrivati nel primo pomeriggio, con le valigie leggere e la stanchezza pesante. UVE è un boutique hotel tematico, un omaggio elegante ai grappoli d’uva e alle colline delle Langhe, patrimonio UNESCO. Appena entri capisci che la bellezza lì non è solo estetica: è calma, è ordine, è accoglienza.
Posati i bagagli, siamo scesi nel giardino.
Un angolo privato, sospeso fuori dal tempo.
Lì ci siamo concessi uno degli aperitivi della vita: io un calice di Alta Langa — fresco, fine, orgogliosamente delle mie zone — lui un vermouth rielaborato.
Io, cresciuta tra vigne e vendemmie prima di emigrare a Torino per amore e lavoro, davanti a un’Alta Langa mi sento tornare alle origini.
Quei posti che ti fanno respirare di nuovo.
Che ti rimettono insieme, anche dopo un periodo storto.
UVE è questo: un piccolo reset dell’anima. In quel momento, di due anime che avevano bisogno di riavvicinarsi.
Dopo una pausa in camera — acini d’uva bianchi appesi alle pareti su uno sfondo viola profondo, praticamente un quadro — siamo scesi per la cena. Anzi, per incontrare Sua Maestà delle Langhe: il tartufo.
Come antipasto ho scelto uno sformato di zucca e funghi, delicato e profondamente autunnale.
Lui ha iniziato forte con uovo e tartufo nero.
Poi il colpo di scena: i tajarin al tartufo bianco.
Tra i migliori mai assaggiati. Profumo intenso, sapore pulito, porzione perfetta. Un piatto che ti abbraccia e ti ricorda perché queste colline sono patrimonio dell’umanità. Li ha guardati come, a volte, guarda me.
Io invece, fedele alla mia anima ribelle, ho scelto una rivisitazione dell’aglio, olio e peperoncino mantecato al pecorino. Comfort food puro. Il caos. Io.
A chiudere la serata, una torta di nocciole con spuma di zabaione.
Una coccola langarola. Un abbraccio caldo.
Ma la vera meraviglia di UVE arriva al mattino. La colazione.
Qui niente buffet.
Qui si ordina dal menù.
E noi, ovviamente:
«Continuiamo così, facciamoci del male».
Taglieri, brioche, miele, Nutella, spremute infinite.
Un sogno che non voleva finire.
Ed è lì che l’ho visto.
Non il solito sorriso sornione da “te l’avevo detto”.
Ma quello pieno, a mille denti.
Quello che ha quando è felice di vedermi felice.
Dove Mangiare non è una guida Michelin.
È la nostra guida di vita.
Mentre lasciavamo UVE, con la valigia leggera e il cuore più pieno, ho capito cosa stavo cercando davvero:
non un posto dove dormire,
non un posto dove mangiare,
ma un luogo che ti ricorda che la felicità si costruisce un morso alla volta, un sorriso alla volta, un calice di Alta Langa alla volta…
Con qualcuno che ti guarda come se fossi tu la brioche customizzata alla Nutella.
E sì, tutto questo ha un prezzo.
Non certo basso.
Ma come dice una nota canzone:
che sapore ha la felicità?
🍇 BOX – UVE | La Morra
🍷 Aperitivo
🥂 Alta Langa
🍸 Vermouth rielaborato
🍽️ Cena
🎃 Sformato di zucca e funghi
🍳 Uovo con tartufo nero
🍝 Tajarin al tartufo bianco
🌶️ Aglio, olio e peperoncino mantecato al pecorino
🍰 Torta di nocciole con spuma di zabaione
☀️ Colazione
🥓 Tagliere di salumi
🧀 Tagliere di formaggi tipici con miele e cugnà
🥐 Brioche vuote (customizzate con Nutella)
🍊 Spremuta d’arancia (refill infinito)
